lunedì, 19 maggio 2008
Sesso, soldi e totalitarismo: spunti sul regime strisciante in Europa (e oltre)



Prendiamola un po' alla larga: ricordate la vicenda di Max Mosley, presidente della Federazione internazionale automobilistica, le cui gesta sessuali sono state svendute ai mezzi di comunicazione, per accusarlo di una sorta di filo-nazismo? Si aggiunge un nuovo capitolo: una delle cinque prostitute della famosa orgia non era una comune professionista del sesso a pagamento, ma la moglie di un agente segreto britannico! Sembra che sia stata la stessa donna a contattare il giornale scandalistico News of the World e vendere le foto compromettenti. Per chi si chiedeva come era possibile che delle prostitute potessero essere tanto stupide da "giocarsi" un ricco cliente, ecco la risposta: era un tranello organizzato dai servizi segreti (i quali, evidentemente, hanno tanta dignità da svendere le proprie mogli. Letteralmente).

Poco conta che adesso neghino. A negare son bravi tutti, bambini dell'asilo compresi. Ecco una controprova: ricordate l'importante dossier pubblicato dalla Camera dei Lord nel marzo 2008 [vedere un intervento sul blog Fatti d'Europa in data 5 aprile 2008] e affermante l'inutilità dell'immigrazione come fattore arricchente per la Gran Bretagna e i suoi abitanti? Un mese dopo, il solito News of the World ha nuovamente accusato un personaggio pubblico della solita orgia con le solite cinque prostitute. Il personaggio è uno dei più importanti Lord conservatori del Regno Unito. Stavolta niente "nazismo", ma la sensazione di un certo dejà-vu noi l'abbiamo avuta, così come abbiamo sentito una certa puzza di bruciato.

Dove vogliamo arrivare? L'uso dei segreti personali è uno degli elementi per poter ricattare, truffare o condizionare un individuo, siano essi dati riguardanti i conti bancari, le vicende personali, gli spostamenti o, appunto, l'attività sessuale (1) [si veda anche l'articolo sui paradisi fiscali del 22 marzo 2008]. Uso che oggi sembra fare gola sempre più al Potere élitario.

Nei mesi scorsi, la Germania ha siglato un vergognoso accordo con gli USA, al fine di permettere al Governo statunitense di poter controllare i dati personali dei cittadini tedeschi, compresi lo stato di salute, i loro gusti sessuali o le idee politiche e sindacali!

Tale accordo non è il solo meccanismo di controllo di Washington nei confronti dei cittadini europei. Ad esempio, una società belga, la Swift, che gestisce gli scambi di numerose istituzioni finanziarie, non solo europee, passa i dati a sua disposizione, agli statunitensi, senza che ci sia il benchè minimo sdegno o controllo serio da parte delle autorità europee.

Negli articoli proposti (collegamenti sotto) troverete i dettagli riguardo quanto appena detto, che ci auguriamo sia utile per dare ulteriori spunti su quanto stia avanzando, strisciante, un regime totalitario formato dalle aree nordamericana, europea, israeliana e arabo-sunnita.

Orgia Mosley, anche i servizi segreti
GB: lord conservatore, orge con coca
Il sesso dei tedeschi alla mercè degli USA
The most spied upon people are in Europe (brevi cenni sulla sorveglianza dei cittadini in Germania, Regno Unito, Francia, Italia, Grecia e Danimarca)
Le transazioni finanziarie internazionali sotto controllo americano

(1) Che utilità possa avere lo scandalo su Mosley ci sfugge, mentre è chiara la delegittimazione contro i Lord. Su Mosley si può ipotizzare una vendetta razzista: egli è figlio di Oswald Mosley, fondatore del Partito Britannico Fascista. Possibile che qualcuno non gradisca la presenza, come presidente di una istituzione internazionale, del discendente di cotanto padre?
domenica, 18 maggio 2008
Gravissimo dall'Olanda: arrestato (come un criminale) un vignettista con l'accusa di "razzismo"!



Arrestato, alcuni giorni fa, il vignettista Gregorius Nekschot, per una denuncia contro le sue vignette e risalente al 2005. L'uomo è stato prelevato nel cuore della notte, alla stregua di un rapinatore o di un terrorista, minacciato da un ufficiale di polizia e incarcerato.

Nekschot venne denunciato per alcune sue opera riguardanti i maomettani da un certo Abdul Jabbar van de Ven [foto sopra], olandese convertito alla religione straniera, il quale, da par suo, in tempi recenti ha invocato la morte per Geert Wilders (evidentemente senza scatenare lo sdegno delle istituzioni totalitarie olandesi).

Ricordiamo anche che, mentre in Olanda si possono fondare partiti pedofili e mentre il Governo permette l'arresto dei vignettisti, le autorità sono anche responsabili dell'omicidio di Theo Van Gogh, avendo sottovalutato le informazioni riguardanti il terrorista Mohammed Bouyeri [articolo del 29 marzo 2008]. Inoltre, il magistrato che ha chiesto l'incarcerazione di Nekshot, Paul Velleman, è anche colui che decise, nel 2005, di non intervenire contro i libri di una moschea integralista, in cui si affermava la possibilità di uccidere gli omosessuali.
domenica, 18 maggio 2008
Rozzano contro gli zingari, ovvero: come un assessore "verde" va a caccia di nomadi...



Continuiamo i ritratti (sempre dal Manifesto) di quelle realtà, storicamente a sinistra, decise ad impedire la permanenza dei campi-nomadi sul proprio territorio. Stavolta è Rozzano, comune vicino Milano, e, in particolare, un suo assessore, figura storica del movimento ambientalista e animalista, il quale sembrerebbe essere intenzionato a dare la caccia ai nomadi.

Da segnalare i toni sprezzanti dell'articolo, dove più volte si sottolinea la "napoletanità" dell'uomo: come per creare un cortocircuito rispetto ai fatti di Ponticelli o, chissà, forse per ricordare agli elettori del posto che l'assessore non è "lumbard". Sia mai che il razzismo contro i meridionali possa essere usato (da quelli del Manifesto) per salvaguardare i (presunti) diritti degli allogeni?
venerdì, 16 maggio 2008
Ponticelli contro gli zingari, ovvero: come cambia un quartiere "rosso"...



Ponticelli
, il quartiere di Napoli in cui è avvenuta la vicenda del tentativo di rapimento di una neonata ad opera di una giovane zingara, è sempre stato storicamente un feudo comunista e del (vecchio) centro-sinistra più in generale. Nell'articolo che seguirà, fonte Il Manifesto, potrete leggere gli interessanti dettagli, compresi gli sgambetti tra aree diverse del vecchio centro-sinistra.

Meno interessante l'assenza di spiegazioni elaborate sul mutamento politico-antropologico, che porta un quartiere radicalmente connotato politicamente in un modo a spostarsi, in poco tempo, verso posizioni antitetiche (1). Assenza un po' inquietante: non vorremmo che fosse il segno di un certo disinteresse, magari ancora inconscio, verso i cittadini autoctoni, dovuto al miraggio elettoralistico delle paventate comunità allogene (in futuro?) integrate (ossia: coltiviamoci gli stranieri...).

(1) Se ha senso definirle tali, rispetto alle preoccupazioni delle classi medio-basse nel mondo odierno.
venerdì, 16 maggio 2008
Su un articolo di Repubblica: la violenza che verrà (sacra e benedetta)...



L'articolo che segnaliamo è esemplare dell'atteggiamento che molti hanno in questi tempi, ossia dell'incapacità di dare un senso allo spaesamento, tanto meno riuscendo o, almeno, provando (non "desiderando a". Provando...) a porvi rimedio. I primi due terzi dell'articolo, firmato dal politologo Ilvo Diamanti [foto sopra], sono in realtà una preparazione al nocciolo dello scritto, posto in fondo e sintetizzabile nell'espressione "l'insicurezza nasce dallo spaesamento -e a questo non c'è rimedio alcuno-".

Diamanti, dopo aver sbertucciato le ronde e aver demolito l'utilità dei vigilantes professionisti, passa al cuore del discorso, il quale è profondamente intriso di nichilismo: perchè c'è lo spaesamento? Esso esiste perchè le comunità tradizionali sono state distrutte. Essendo state distrutte, non c'è alcun controllo sociale, nè ci può essere. Diamanti non dice perchè non ci possa essere ancora una comunità e la sua capacità di ordine interno. Diamanti propone solo un deserto, che va accettato fideisticamente (deserto? Fede? C'entrerà l'ideologia contemporanea denominata giudeo-cristiana?). Per la firma di Repubblica chi non accetta il deserto mette solo tristezza, come se non riuscisse a capire la realtà.

Come detto, tale pensiero non è solo presente in un articolo simile, ma ci capita di sentirlo da alcuni, nella vita di tutti i giorni. Chiaramente esistono responsabilità diverse, essendo diversa la presunta capace di investigare la realtà. Non cambia però l'orizzonte, che è comune e denota un radicamento, in certi ambienti, dell'accettazione del vuoto come stato quotidiano dell'essere umano occidentale e tecnofago. Giorni fa scrivevamo che, a seguire le idee di alcuni, "l'atomizzazione sociale sembrerebbe essere l'unico (e impossibile) collante". Adesso, Diamanti e i suoi simili, ci propongono l'idea che lo sradicamento è l'unico radicamento possibile.

La realtà, secondo simili personaggi, non è un continente, ma un arcipelago di isolette, più o meno distanti le une dalle altre. E' curioso, ma non innocente (ovvio), che si proponga questo, nonostante i fiumi, anzi i mari di parole in favore di associazioni caritative per il Terzo Mondo, la globalizzazione economico-culturale, le macro-entità politiche (UE in primis), ecc. Le comunità non esistono, ossia non esistono i legami tradizionali, che sono gli unici, veri legami umani, mentre si deve accettare il deserto globalizzante. Fratelli con tutti, cani e porci, ma non fratelli tra fratelli (di sangue). Ripetiamo, non è un pensiero innocente, ma anzi estremamente consapevole, persino malevolo.

Si veda la metafora finale di Diamanti sul bosco e sull'albero bonsai, che non è solo richiamo all'esistenza passata e alla scomparsa (vera o presunta) dei legami, ma anche immagine della distruzione della natura (e della naturalità e della naturalezza) e la sua sostituzione con l'artificio, piccolo e limitato. Immagine che rimanda anche al "fuggire nel bosco" di jungeriana memoria e al suo contrario, ossia l'annientamento della libertà umana.

Perchè, se non è chiaro ancora, Diamanti, col suo nichilismo rivoltante, altro non ha da proporre se non l'asservimento e il totalitarismo. Questo è lo scenario nascosto dietro le parole d'ordine dell'immigrazionismo e del globalismo economico-culturale. Il livellamento umano proposto è la desertificazione non solo delle realtà etno-culturali, ma anche delle libertà individuali, essendo l'individuo (l'individuo libero) la conditio sine qua non della libera crescita e della libera espressione delle culture umane e viceversa, le comunità radicate sono la condizione per la libertà individuale.

Chi, come Diamanti o un qualunque amico o conoscente confuso (dopo anni di progressismo ad ogni costo), afferma che ormai la pretesa della sicurezza e dell'ordine è impossibile, perchè la realtà è troppo complessa (semmai complicata) e perchè non c'è più il rapporto col borgo, ma col mondo, bisognerebbe ricordare che il borgo è stato distrutto e, dove ancora esiste, lo si sta tentando di distruggere, allo stesso modo in cui il mondo è sempre esistito e sempre ci si è avuti a che fare. Il "mondo" non nasce con la globalizzazione. E' semmai il "borgo" che muore per causa di essa. Ossia, la presunta ricchezza nella diversità della globalizzazione distrugge proprio l'elemento che connota la realtà locale, quindi la vera diversità.

Atomizzazione come collante... Sradicamento come radicamento... E assenza di legge come legge. Diamanti parla di insicurezza, spostando, apparentemente, l'attenzione verso le percezioni individuali. Non staremo ad elencare gli elementi concreti che portano all'insicurezza non solo percepita. Essi sono molti e molti vengono ridimensionati (da alcuni mezzi di comunicazione schierati) appositamente per diminuire quella corretta percezione (l'aumento di vagabondi, la sporcizia, lo spaccio di droga, ecc.). Quello che andrebbe meglio sottolineato sono le conseguenze di un panorama prospettato dall'idea della "comunità perduta": la comunità è perduta; le ragioni non vengono sviscerate sufficientemente;  la perdita va accettata per fede; la paura viene da questa perdita (da questa fede); a questa paura bisogna abituarsi.

In un colpo solo si tenta di far accettare lo sradicamento e il disordine conseguente, violenza compresa. Non essendoci ragioni e non essendoci altro che impressioni, che rimane? Solo il rullo-compressore di chi domina la società, ma con una differenza fondamentale rispetto ai secoli passati, ossia l'impossibilità di vere identità locali, ma solo di quelle imposte da determinate élites. Insomma, l'impoverimento della realtà umana.

Ma la violenza rimarrà, appunto. L'impossibilità di moti popolari (a causa della sempre più potente tecnologia repressiva e del sempre più raffinato controllo ideologico del reale) e di vie di fughe (materiali, quindi anche culturali), in un mondo globalizzato, ossia dominato da piccole e potentissime élites, renderà l'esistenza umana un inferno, ove la coazione a compiere solo ciò che le élites desiderano sarà l'unica costante quotidiana.

Le ronde e le molotov contro gli zingari sono moti popolari, nè più nè meno (con ovvi distinguo) di quelli contadini nel Medio Evo o di quelli operai tra '800 e '900. Sono l'espressione di una rabbia locale contro una situazione imposta dall'alto (imprenditoria sradicata e sradicante e classe politica). I cortigiani alla Diamanti desiderano che tali moti si spengano, affinchè il loro ordine di potere sopravviva, ma tale pretesa si basa solo o su una speranza o su una, più inquietante, certezza.

A seconda di quanto il cortigiano Diamanti sia vicino al vero Potere, spera che esso spenga la vitalità locale, oppure sa, addirittura, che, presto o tardi, tale Potere si muoverà in modo repressivo contro i moti. Anzi, in modo repressivo contro la sola possibilità che qualcuno possa desiderare tali moti (ecco perchè si afferma che le molotov a Napoli contro gli zingari portano la marca camorrista: mica perchè sia davvero così!). Ma qui sta anche il punto debole della questione, ossia desiderare e propagandare l'idea del caos e non vedere quanto tale reale possibilità possa sconfinare.

Chi desidera la repressione anti-autoctona e anti-localistica, chi vuole la globalizzazione come unica legge per l'umanità tutta, non sembra presagire che il caos conseguente alla fine delle comunità di sangue e suolo non porterà necessariamente all'ordine totalitario e tecnocratico che desiderano. Può portare anche all'emersione, più o meno violenta, di nuovi popoli o nuovi gruppi. Può portare a nuove guerre, capaci di allontanare i continenti, come mai avvenuto prima. Può portare ad una violenza endemica che penetrerà fin dentro i castelli del Potere, avvelenandone l'esistenza quotidiana. Molte sono le possibilità. Se il Potere globalizzante vuole una umanità-giocattolo, incapace di reagire e di agire, non significa che questo sia il destino.

I cortigiani desiderano un Potere che spenga, in sostanza, l'umanità, ma ciò che invece è necessario avvenga è che la violenza che essi generano si scateni proprio contro essi. Non dovranno esserci luoghi di pace o almeno ben difesi per costoro. Essi propagandano il caos ed essi devono subire il caos.

La violenza che verrà dall'umanità libera, ossia l'unica umanità che tale si possa chiamare, sarà una violenza benedetta, sacra agli Dei, perchè sarà come il respirare dei viventi e il gioco degli astri nel cielo. Perchè chi è vivo sa anche reagire violentemente, allo stesso modo in cui respira od osserva le stelle.
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giovedì, 15 maggio 2008
Sciocco umanesimo: Benedetto XVI, la Spagna e il ricongiungimento famigliare



Benedetto XVI
esprime la sua preoccupazione per il ricongiungimento famigliare, considerandolo come un grave problema, anche se non nel senso che vorremmo sentire. Curiosamente, più che fare riferimento all'Europa, sembra più aver presente la realtà americana, con le immigrazioni dai Paesi centro e sudamericani verso, soprattutto, gli USA. Non a caso parla di "nuova frontiera dell'evangelizzazione" [si veda anche l'articolo del 28 gennaio 2008]. Perchè per ampi settori della Chiesa Cattolica, l'immigrazione è questo (così come per l'ebraismo essa è ideologico riconoscimento del "diverso" e per l'islamismo è espansione culturale).

Al Pontefice, e a tutta la realtà cattolica, sarebbe il caso di ricordare che l'immigrazione è anche quanto segue (esempio spagnolo, ma se ne potrebbero fare molti altri, come quello britannico o olandese):

  • Dall'articolo "Le religioni diverse dal cattolicesimo si fanno avanti" (Aduc.it, 10 maggio 2008):

Il monopolio del cattolicesimo si e' rotto in Spagna. Altre confessioni incominciano a raggiungere cifre non piu' marginali: un milione e mezzo di musulmani (quarto Paese nell'Ue); 1,4 milioni di protestanti; centinaia di migliaia di buddisti, ebrei, mormoni, testimoni di Geova e di altre fedi. La vicepresidente del Governo, Maria Teresa Fernandez de la Vega, ha annunciato una riforma della Legge organica sulla liberta' religiosa del 1980, per dare piu' diritti a queste confessioni e ridurre le discriminazioni rispetto alla Chiesa cattolica in materia di finanziamenti, insegnamento religioso nelle scuole e tutela giuridica dei luoghi di culto.
domenica, 11 maggio 2008
Zingari a Napoli e nel Nord Italia: ecco cosa ha prodotto la tolleranza degli ultimi decenni...



Probabilmente l'avrete già sentito o letto: a Napoli, una zingara è penetrata in un appartamento (al secondo piano) e ha prelevato una neonata. Solo il pronto intervento (per quanto fortuito) della madre, ha permesso di rintracciare in breve la rapitrice con la piccola. Velocemente sottolineiamo il fatto che alcune pattuglie delle forze dell'ordine, adesso, verranno posizionate attorno ai campi-nomadi della zona, ma non per proteggere i cittadini e controllare gli allogeni, quanto per proteggere costoro dalla giusta vendetta degli autoctoni. Che volete farci? Anche i criminali "hanno da campà".

La notizia è interessante perchè finalmente mostra quello che si temeva e denunciava già da parecchio, ma con vari attori sociali e della comunicazione (1) pronti a negare e nascondere la realtà, ossia che esiste una prassi zingaresca che punta al rapimento dei piccoli, per le più diverse ragioni (2). Stavolta nessuno potrà parlare di confusione, isteria collettiva o altro: la bambina era dentro casa ed è stata portata di peso fuori.

Nella puntata di Porta a Porta del 6 maggio 2008, intitolata "Vite Scomparse" e dedicata ai casi di sparizione, ovviamente si è citata anche la generica questione degli zingari. Un avvocato presente ha affermato che, soprattutto nel Nord Italia, esistono elementi testimonianti un vero e proprio commercio e sfruttamento di minori di origine incerta (quindi non solo figli della locali comunità zingare). Non ha parlato di bambini rapiti, avendo citato il caso di bambini venduti alla tratta dai propri genitori, ma ha comunque evidenziato l'esistenza di tale tratta, con tutto quello che può nascondere. Ricordiamo anche un intervento di Beppe Grillo sul campo-nomadi Triboniano a Milano e sui giri lì presenti [articolo del 13 marzo 2008].

La verità è che l'atteggiamento tenuto da troppe istituzioni, mezzi di comunicazione, operatori sociali e uomini di chiesa è stato controproducente, tanto da creare fin troppo ampie zone senza legge e senza ordine, favorevoli solo ai gruppi più feroci del mondo zingaresco. Vi ricordiamo anche la situazione degradata nel comune lombardo di Gaggiano, con gli anziani della zona minacciati [articolo del 17 marzo 2008].

A questo aggiungiamo un interessante articolo dedicato alle informazioni di un coraggioso pubblico ministero (uno dei pochi e a cui va il nostro plauso) che ci svela quanto il mondo degli zingari rappresenti ormai un pericolo di alto livello, almeno nel Nord Italia, a causa della sua organizzazione familistico-criminale. Non concordiamo però sul confronto mafia-zingari: la criminalità organizzata nel Sud Italia è fenomeno nato localmente, mentre gli zingari sono allogeni, spesso di provenienza recente (il 50% di quelli presenti in Italia e solo da una manciata di anni). Semmai, la mafia sta al cancro come la criminalità zingaresca ad una infezione. Servono, quindi, anche di analisi differenziate profondamente.

Per usare un termine più appropriato (e pensiamo anche all'esempio di Gaggiano), quella degli zingari è una invasione. Una pericolosa invasione allogena.
sabato, 10 maggio 2008
Puntata dell'Infedele del 7 maggio 2008: denigrando la comunità nazionale



Il conduttore della trasmissione L'Infedele, Gad Lerner [foto sopra], ormai sembra essere partito per la tangente, in un tripudio di sciocchezze sempre più offensive.

  • Prima facciamo un inciso: nella trasmissione c'era, tra gli ospiti, il sindaco di Cittadella, Massimo Bitonci, divenuto famoso dopo la decisione di impedire la permanenza nel comune veneto di quegli immigrati senza mezzi di sostentamento legali. Bitonci ha ricordato come la stessa magistratura (della procura di Padova) che gli mandò un avviso di garanzia a causa di  tale decisione, più recentemente si sia resa protagonista di uno degli ultimi episodi di rilascio anzitempo di criminali stranieri, per semplici vizi di forma. Ci sembra importante sottolinearlo.

Veniamo alla puntata (dedicata a Verona, la Lega, le ronde, la voglia di giustizia, il conservatorismo e chi più ne ha più ne metta) andata in onda mercoledì scorso, sintetizzando in punti:

  1. Citando il caso di Lugagnano di Sona e della coppia uccisa da un immigrato romeno, dipendente di costoro, Lerner è subito saltato alle insinuazioni sulle ragioni dell'omicidio. Come ricorderete, un coinquilino dell'assassino avrebbe lasciato intendere che ci fosse un rapporto torbido tra il ragazzo e l'ucciso e che delle insistenze dell'uomo avrebbero, forse, spinto il romeno all'omicidio. In realtà, nonostante la scoperta di elementi per immaginare che l'uomo avesse pulsioni sessuali poliformi (è stato trovato del materiale pornografico per omosessuali), non ci sono prove di altro genere. Lerner, giocando sul nulla, ha lasciato scivolare l'idea che l'omicidio fosse dovuto a pretese sessuali del padrone per il lavoratore straniero. Ma le prove? La dichiarazione dell'assassino, che però nega di aver ucciso la donna? Oppure il coinquilino che, però, intervistato in televisione, fa così tanto il vago da non dir nulla? Perchè Lerner ha giocato sul nulla? Ovvio: accusare gli autoctoni e colpevolizzarli. E meno male che aveva esordito affermando che sulle morti non c'è da scherzare!
  2. Che le intenzioni malevole di Lerner siano chiare emerge da un altro punto. Il personaggio, infatti, sottolinea con grande enfasi, in un altro momento della puntata, che oltre il 90% delle violenze contro le donne sarebbero compiute da italiani. Falso! Se guardiamo l'ultimo rapporto sulla sicurezza (tabella VI.8), considerando solo le etnie romena, marocchina e albanese abbiamo percentuali del 6,2%, 6,1% e 3,3%, raggiungendo quindi il 15,5%. Con solo tre etnie, sul totale in Italia sommando stranieri ed autoctoni. E per quanto riguarda le "violenze in casa" non significa colpevoli solo italiani (Hina Saleem, tanto per dire, mica venne uccisa per strada da uno sconosciuto). Ma evidentemente il nuovo corso del signor Lerner è gettare fango sugli autoctoni d'Italia!
  3. L'ultimo punto che vogliamo sottolineare è la questione introdotta, non solo da Lerner, ma anche da Giovanni Arrighi, docente di sociologia alla John Hopkins University (un "americano"...), dell'arretratezza italiana e la minore competitività. Viene, in pratica, sottolineato quanto gli italiani presentino curriculum scolastici meno ricchi rispetto agli altri europei. Per farlo, si cita la Germania. Bel confronto! Nelle ultime settimane, la notizia di una ricerca socio-economica sulle famiglie tedesche disegna un quadro delle cose poco luminoso: più di una famiglia su quattro è sotto la soglia di povertà (vedere più avanti)! Quando personaggi come Lerner e Arrighi cianciano di arretratezza e competitività a cosa si riferiscono? Competitività in favore di cosa e chi?
Ma la trasmissione non aveva intenzione di svelare punti oscuri e informare. L'intenzione percepibile era frenare il "pericolo" possibile di una emersione di forme politiche radicate e/o radicali, identitarie e/o anti-liberiste. In pratica un processo ideologico. In pratica spazzatura.
sabato, 10 maggio 2008
Dopo un matrimonio misto in Olanda... una circoncisione a tradimento!



Una donna olandese sposa un marocchino. Hanno due figli, ma il matrimonio non va bene. Divorziano e lei ottiene l'affidamento dei figli. I figli non sembrano seguire una particolare religione, tanto che non sono circoncisi (secondo la moda maomettana). Il padre ha la possibilità di vedere i figli solo nel fine-settimana. Oltrepassando tale possibilità, un giorno porta costoro, senza avvertire e senza avere il consenso della madre, a farli circoncidere.

Risultato? Una giuria ha deciso di condannare l'uomo per questa formalità, ma non per la circoncisione. La madre, ormai contraria ad una simile operazione, aveva denunciato l'uomo anche per maltrattamenti. La giuria non ha ritenuto tale pratica un "maltrattamento", nonostante mancasse il via libera del genitore responsabile dell'educazione e del benessere dei figli a quello che, di fatto, è un intervento sul corpo dei piccoli.

Facile immaginare le ragioni della disgustosa decisione: non offendere le comunità religiose praticanti tale barbara pratica.
sabato, 10 maggio 2008
Spunti sul rapporto politica-economia: Tremonti e Trichet



Tremonti promette:

  • Dall'articolo "Tremonti: e ora sacrifici per banche e petrolieri" (ANSA, 10 maggio 2008):

Quali italiani dovranno fare sacrifici ora? "Le banche e chi incassa la rendita petrolifera, certo non i poveri". E' questo il progetto del ministro dell'Economia Giulio Tremonti che ha indicato proprio in banche e petrolieri i destinatari dei sacrifici annunciati da Silvio Berlusconi subito dopo le elezioni. "Qualche sacrificio devono iniziare a fare banche e petrolieri - ha spiegato - le banche dovranno pagare qualcosa in più di tasse se non faranno pagare meno i mutui alle famiglie". [...]

Interessante! Sarebbe anche il caso, però, di incominciare a mettere la mordacchia anche a questi altri (se no, i Governi che ci stanno a fare?)...

  • Dall'articolo "Trichet: «L'inflazione resterà ancora alta»" (Corriere della Sera, 8 maggio 2008):

[...]

Rispondendo a una domanda in cui s'ipotizzava un'alleanza Berlusconi-Sarkozy per chiedere alla Bce un cambiamento di rotta, Trichet [Jean-Claude Trichet, presidente della Banca Centrale Europea, foto sopra, ndr] ha voluto sottolineare che il trattato che disciplina l'attività della Banca centrale «stabilisce che i governi europei non possono cercare di influenzare la Bce» [!!!?, ndr].
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categoria:italia, politica, economia, unione europea, banche, attualità
venerdì, 09 maggio 2008
Puntata di Annozero dell'8 maggio 2008: la violenza e la necrofilia



Chi accusa Michele Santoro di costruire trasmissioni senza contradditorio, dall'ultima puntata andata in onda non potrà che portare nuova acqua per il suo mulino. La cosa più rilevante, però, è la qualità della stessa. Intitolata "La peggio gioventù", non si è limitata a discutere dell'uccisione del veronese Nicola Tommasoli, utilizzando l'argomento del "neo-fascismo" (e senza contradditorio autentico, come detto), ma ha deciso di volare un po' più alto, creando un minestrone, dove, oltre che alla destra estrema, si dava spazio alla "generazione del Grande Fratello" (quello televisivo).

La "peggio gioventù" quindi non composta di soli esponenti di una parte politica, ma anche da un gruppo più ampio, formato da tutti quei giovani imbevuti variamente dai non-valori della società consumistica (addebitata alla sola televisione berlusconiana). E poco importa che alcuni di questi siano ragazzi che, amanti anche delle discoteche e dei vestiti firmati, si alzino al mattino presto per andare a lavorare come panettieri o operai (come visto nella stessa trasmissione di RAI2). Conta imbastire una poltiglia ideologica per mostrare e accusare fenomeni differenti e inventarsi, di contro, una purezza inesistente.

Purezza che già nel finale rischia di apparire nella sua inconsistenza: Titti De Simone [foto sopra, a sx], fondatrice di Arcilesbica e schierata con Rifondazione Comunista, appena Santoro si lascia sfuggire che, forse, l'uso di droga a 14-15 anni non è positivo, altro non fa che precisare che il proibizionismo non serve, è controproducente, ecc. Il che, in una trasmissione sostanzialmente censoria, è interessante.

Ma al di là di queste contraddizioni è il messaggio che filtra ad essere interessante: la mescolanza artefatta di neo-fascismo e berlusconismo fa venire in mente quell'articolo sul sito del Corriere della Sera, propagandante un neo-illuminismo sommato alla globalizzazione liberista e inserito in mezzo agli articoli sull'omicidio di Verona [articolo del 6 maggio 2008]. La modalità è la stessa, tanto che si ha l'impressione di un discorso costruito con il chiaro scopo non di capire, ma di trovare responsabilità occulte, magari il più possibile in alto (il riferimento è ai continui rimandi a personaggi vicini a partiti di estrema destra. Il che è ipocrita, dopo una legislatura con presenti anche ex-terroristi).

Tralasciamo il fatto che il berlusconismo attuale è (forse) meno liberista di qualche anno fa, così come che il consumismo non è frutto del solo mondo televisivo berlusconiano, sia perchè non vi lavorano solo "destrorsi", sia perchè altrimenti l'ultimo Pasolini non avrebbe senso. Il consumismo è fenomeno più antico e con più colpevoli, molti dei quali stanno decisamente a sinistra (e l'incapacità di costoro di mettere in discussione le libertà artificiali della droga è segno inequivocabile).

La seconda impressione che deriva dalla trasmissione è che qualcuno non riesca a fare i conti con la realtà. La realtà viva.

Eppure sempre Santoro si lascia sfuggire uno spunto interessante, dicendo che, dietro la violenza, ci possa essere, informe, qualcosa di positivo. Noi non lo crediamo, se per "violenza" intendiamo solo quella dei 5 di Verona. Intendendo, invece, il macro-fenomeno delle ronde, dell'attivismo sociale e identitario, della difesa simbolica allora sì. C'è una alterità evidente tra questi aspetti e il grosso di ciò che viene proposto dalle televisioni, il cinema, i salotti buoni, ecc.

Ma Santoro, nonostante il rilievo interessante, ha comunque proposto una trasmissione il cui scopo palese era accusare una controparte muta. Se chiedete a qualche conoscente vicino all'estrema destra, vi racconterà di episodi di violenza recente da parte di gruppi comunisti e dei centri sociali contro sedi o individui della sua parte politica. Spesso senza rilievo sui mezzi di comunicazione. Una disparità che nasconde la realtà, ma soprattutto nasconde lo sfondo in cui tutto questo accade, ossia un mondo in cui il rischio di una nuova "strategia della tensione" si palesa sempre più.

Le ultime elezioni politiche hanno sancito due cose, ossia la conferma dello spostamento sul lungo periodo verso la destra "moderata" e la storica scomparsa dell'estrema sinistra. Il nuovo governo potrebbe (condizionale d'obbligo) optare per scelte economiche meno liberiste di quanto i circoli finanziari internazionali gradiscano (già sono fioccate le solite critiche dai giornali britannici, così come dal solito Corriere della Sera). Assume perciò rilevanza la confusione tra berlusconismo e neo-fascismo, tra destra moderata e radicale, ecc. Sono, per vari motivi, mondi o da colpire o da tenere a freno.

Gli attuali equilibri politici hanno tolto spazio ad un mondo. Mancano ancora, totalmente, critiche serie a tale arretramento e relative proposte politiche. Si vivacchia, stancamente come vecchi. Il risentimento presente, visibile nelle discussioni quotidiane o in quelle virtuali di Internet, è l'unica cosa visibile. Una bella energia negativa, sfruttabile ad arte. Ecco quindi l'uso di episodi discutibili, per quanto tragici, da sfruttare come se si trattasse di assalti organizzati da gruppi iper-politicizzati. Mentre le aggressioni contro le destre non hanno visibilità, queste sono come oro per i ricercatori del caos.

Censurare, in una Europa che già censura abbondantemente ricerche storiche e forme di pensiero alternativo (senza che ciò scateni preoccupazioni particolari), è la risposta e la sola richiesta che viene fuori dagli sconfitti dell'ultima tornata elettorale. Trent'anni non hanno insegnato molto: viviamo ancora negli anni '70 e viviamo di ricordi. Questa nostalgia impedisce di andare al di là degli episodi singoli e vedere la realtà. Impedisce di vedere il vero pericolo attuale, per irrigidirsi in posizioni distanti e senza fiato.

La signora Stefania [foto sopra, a dx], ospite del programma e madre di Renato Biagetti, altra vittima supposta del "neo-fascismo" attuale, forse più per reazione al rilievo di Santoro sulla violenza come fatto vivo che per altro, specifica che suo figlio è morto proprio per ragioni politiche e proprio una precisa parte politica ha colpe precise. La signora Stefania, ne sia cosciente (non crediamo, visti i suoi toni decisi) o meno, finisce per sposare quell'indurimento delle parti che, come negli anni '70 ha portato solo al reciproco sfinimento di parti avverse, adesso rischia di accendere nuove contrapposizioni, da sfinire opportunamente.

Curioso questo ripresentarsi di meccanismi già sperimentati e vissuti, che oggi si sommano con le nuove divisioni derivanti dall'artificiale società multietnicista. Divisioni etniche, divisioni politiche, divisioni religiose, ecc. La società attuale non riesce che a proporre divisioni, lasciando ai sogni di benessere dell'individualismo il solo valore condiviso. L'atomizzazione come unico (e impossibile) collante. Ma quando, appunto, i legami atomici si sfaldano allora c'è solo la decadenza del corpo, la malattia, la morte. Una visione necrofila è quella che tanto orgogliosamente è stata difesa nella trasmissione di Santoro.
giovedì, 08 maggio 2008
Quando la violenza, scientemente voluta, non scatena dibattiti: due esempi da Francia e Italia



La violenza non è un fatto che appare necessariamente in tutta la sua natura agli occhi di chi guarda. Non parliamo delle indagini, nè di ogni atto violento, ma solo di quelli voluti, assolutamente provati, causati da uno scopo preciso e contro vittime che possiamo definire totalmente innocenti. A seconda dei casi tale certezza può assumere una maggiore o minore rilevanza pubblica e costituire elemento per una caccia alle streghe o altro.

Un esempio è l'assassino di Theo Van Gogh, Mohammed Bouyeri, la cui vicinanza ad ambienti islamisti ha scatenato solo in una parte della popolazione olandese ed europea risentimenti e paure, mentre un'altra parte tende a vedere Bouyeri come un semplice criminale, senza mettere in questione l'humus da cui è nato e da cui si è generata la sua violenza omicida.

Un altro esempio potrebbe essere Romain Bénavent [articolo del 4 luglio 2006], citato nuovamente a proposito dell'omicidio di Verona [articolo del 6 maggio 2008]. In quel caso, invece, l'humus di provenienza dell'assassino è stato usato proprio per giustificare l'omicidio, utilizzando la "differenza culturale" come scusa. Altrettanto si sta facendo col caso veronese: si veda in proposito proprio il citato articolo del 6 maggio, ma anche, nello stesso giorno, uno ospitato su Etleboro Italia e riguardante un'altra manipolazione curiosa rispetto a tale notizia ["Hanno "neificato" i neo-fascisti"].

Altri due esempi più recenti possono mettere in evidenza quanto possa esistere una disparità nello sfruttamento mediatico della violenza.

  • Un omicidio brutale e gratuito in Francia: domenica 19 giugno 2005. Un campetto di calcio in cui si svolge una partita tra calciatori dilettanti. Alcuni giocatori di una delle squadre hanno da ridire contro una decisione arbitrale. Il turco Morat Gocurucu si mette di mezzo tentando di pacificare gli animi. La cosa non piace ad alcuni degli avversari. Spostatisi fuori dal campo, alcuni ritornano dirigendosi verso Morat. Tra costoro, Hocine Hamdaoui [foto sopra], di origini arabe, il quale porta con sè un coltello (!). Morat, sposato e padre di due bambini, viene ucciso a pugnalate lì, sul campo da gioco. Hocine si giustifica tirando fuori la situazione famigliare e che... non era sua intenzione colpire il cuore dell'avversario!
  • Aggressione politica a Padova... tra ragazzi dei centri sociali: fine aprile 2008. Una decina di ragazzi dei centri sociali notano tre "skin". Prima volano insulti, poi, allontanatisi i tre, inizia la caccia. I tre "skin", che tali erano, ma di sinistra, vengono picchiati, riportando ferite varie, anche se non gravissime.

Nel primo caso, nessuna polemica sulla violenza endemica di certe realtà, tale da fuoriuscire dagli ambiti più comuni. Nel secondo caso, avvenuto subito dopo le recenti elezioni politiche, nessun allarme, almeno, del pericolo di opposti estremismi. Si è tenuto il caso in cronaca locale, come se non ci fossero moventi ideologici chiari (che peraltro, e molto curiosamente, nell'articolo che seguirà vengono ridimensionati, nonostante siano l'unico movente, assieme all'alcol, dell'aggressione).

Allora, perchè il fatto di Verona assume tutta questa rilevanza? Bisognerà tornarci su in futuro.
giovedì, 08 maggio 2008
"Stress": l'estetizzazione gratuita della violenza dei racailles



Il video che sta scandalizzando in questi giorni la Francia e il Belgio è quello dei Justice, duo electro-dance francese, che, per il loro nuovo singolo "Stress", hanno proposto l'orgia di violenza urbana di una banda (multietnica) di adolescenti delle banlieues. C'è chi parla, sulla Rete e sui mezzi d'informazione, di "Arancia meccanica". Fesserie! Nulla del genere, dato che il libro e il successivo film erano, sì, orientati a sconvolgere, ma in riferimento alla scelta tra libertà individuale, violenza e controllo sociale.

In "Stress" non c'è alcunchè del genere. Solo l'estetica cupa di un mondo imbarbarito. Indizio dell'accettazione (anche) di questo orrore?

Il video
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giovedì, 08 maggio 2008
Nuovi confini della multirazzialità: sex-appeal degli europei, degli africani e dei... macachi...



Una ricerca "scientifica" (per così dire) realizzata all'università di Stirling e ad Aberdeen è giunta al risultato che un viso simmetrico e ben connotato sessualmente esprime maggiore "sex-appeal", facendo intuire migliori caratteristiche riproduttive. Come a dire che un uomo dall'aspetto mascolino e una donna decisamente femminile, entrambi ben "disegnati", sono particolarmente attraenti per gli altri individui. Insomma, la scoperta dell'acqua calda!

Ma è il modo in cui si è giunti a questo "brillante" risultato a colpire: chiedendo un giudizio ad un gruppo di studenti delle due università sui ritratti di alcuni uomini e donne europei, africani e di macachi!

Macachi... La domanda da porsi, oltre alla serietà presunta dei ricercatori, è come si possa associare sessualità umana e fisionomia di un tipo di scimmia. L'altra domanda è... le persone che si sono prestate all'esperimento non si sentono vagamente idiote?

  • Dall'articolo "Le persone simmetriche attraggono di più" (Agenzia Giornalistica Italia, 7 maggio 2008):

I volti simmetrici e quelli che presentano tratti spiccatamente maschili o femminili, risultano piu' attraenti. E questo vale non solo per gli esseri umani, ma anche per alcune specie di primati come i macachi. A rivelarlo uno studio condotto da alcuni scienziati dell'Universita' di Stirling e Aberdeen, nel Regno Unito, pubblicato dalla rivista PLos ONE. I ricercatori hanno analizzato i volti di europei, africani e macachi. Sono stati studiate le simmetrie dei loro lineamenti partendo dalla misurazione di alcuni tratti del volto, come la distanza degli occhi, la proporzione del mento o la grandezza del naso. Una volta analizzate, le immagine sono state sottoposte al giudizio di 50 studenti universitari che hanno dovuto scegliere quali tra questi volti risultava, a loro giudizio, piu' attraente. I risultati parlano chiaro: le persone che presentano tratti simmetrici e marcatamente maschili o femminili, sono quelle considerate piu' attraenti rispettivamente per donne e uomini. Questo perche', essendo i lineamenti simmetrici associati alla 'buona salute' degli individui, sarebbero considerati segni inequivocabili di una loro maggiore capacita' riproduttiva. In particolare nei maschi, le mandibole grandi e gli zigomi prominenti sono indice di mascolinita' e, dunque, associate ad un maggior livello di testosterone. Al contrario nelle donne, i tratti piu' spiccatamente 'morbidi', dunque femminili, sono collegati a una maggiore presenza di estrogeni. Nel caso del testosterone, inoltre, lo studio dimostra come si tratti di un ormone che agirebbe anche come immunodepressore, dunque favorirebbe una maggior resistenza ai germi e alle malattie. Alcuni autori di questo studio hanno preso parte ad un'altra ricerca, pubblicata di recente su 'Evolution and human Behavior' secondo la quale e' possibile leggere dai volti delle persone la loro maggiore o minore inclinazione alla promiscuita'. Ovvero, da un semplice sguardo si puo' capire se chi ci sta di fronte preferisce relazioni sessuali veloci e sporadiche o se e' maggiormente incline a rapporti duraturi.
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martedì, 06 maggio 2008
Speculando sulla tragedia di Verona: dal sito del Corriere della Sera...



L'assurda morte del giovane veronese Nicola Tommasoli ha scatenato polemiche che sarebbero state più utili qualora fossero indirizzate alle vere ragioni dell'omicidio, ossia la bestialità di fin troppo ampie sacche di popolazione (autoctona o allogena), dovuta all'imbarbarimento continuo della società in cui viviamo.

Coloro che parlano di "Verona nera", di "nazifascismo" (neanche fossimo nella Seconda Guerra Mondiale!) e di movimenti politici organizzati dovrebbero anche far convivere questo con le testimonianze dei presenti, gli amici dell'ucciso, i quali parlano di una sigaretta rifiutata e non di altro. Se oggi si è bulli (e qualche volta peggio) a 14 anni, verso i 20 (l'età degli assassini di Verona) si diventa peggio. Non è un fatto di politica intesa come "schieramenti opposti", ma di politica intesa come ripristino di una vera legalità, la quale non può che accompagnarsi all'assunzione di un ordine sociale e valoriale (ossia morale), adesso assente del tutto.

Chi (a sinistra -o quel che ne rimane-) grida al "fascista!" altro non fa che trovare una rivalsa dopo le elezioni politiche dell'aprile 2008 e la vittoria di Gianni Alemanno per il Comune di Roma. Basterebbe guardare ai forum di sinistra (riformista o pseudo-comunista), i quali, sino a pochi giorni fa altro non erano che teatri di guerre civili isteriche e risentimenti malcelati, mentre adesso chiamano alla mobilitazione in strada. Detto altrimenti, una cagnara per impedire l'evoluzione del pensiero e una reale critica e autocritica politica. Anche perchè, al di là di articoli di giornale poco chiari, la militanza dei 5 assassini è molto dubbia (se non, forse, di uno solo di loro).

Chi, invece, (a destra -o quel che ne rimane-) afferma che bruciare bandiere israeliane sia peggiore, ebbene, l'assassinio di un ragazzo comune ci pare ben peggiore. Una bandiera che brucia è "solo" un simbolo (criticabile o meno), ma una vita spenta gratuitamente e brutalmente è un vicolo senza uscita.

Per inciso, in Francia, 4 anni fa, un ragazzo di 14 anni venne assassinato (a colpi di ascia!) da parte del clandestino marocchino Hamadi Ed-Debch, di 21 anni, per la stessa identica (non) ragione, una sigaretta rifiutata. Non solo in Francia non scoppiò alcuna polemica contro gli immigrati, ma, per quel poco che se ne parlò, i genitori del ragazzo vennero quasi additati come razzisti perchè trovarono la sentenza di condanna troppo leggera. Quel ragazzo si chiamava Romain Bénavent [articolo del 4 luglio 2006]. Tanto per notare come le morti acquistano o meno rilevanza...

Detto tutto questo, facciamo notare un particolare interessante e inquietante.