giovedì, 02 luglio 2009
Again... Nuova censura contro la croce nel Regno Unito



Circa un anno fa, l'avvocatessa Anna Fairclough esaltava le "grandi tradizioni di tolleranza religiosa e uguaglianza razziale" della Gran Bretagna, dopo che la scuola femminile Aberdare Girls' School era stata costretta ad accettare l'uso del braccialetto tradizionale da parte di una alunna di fede sikh. La scuola non prevedeva l'uso di gioielli, ma il tribunale ha dato ragione alla studentessa, denunciando addirittura la discriminazione razziale e religiosa della scuola.

Un anno dopo, forse sempre per esaltare le "grandi tradizioni di tolleranza religiosa e uguaglianza razziale", la scuola cristiana St Peter's CE School, a Chorley nel Lancashire, ha vietato ad una studentessa cristiana di indossare una collanina con la croce [interventi dell'11 dicembre 2005 e del 17 ottobre 2006]. I gioielli, anche in questo caso, non si possono indossare (nonostante la stessa scuola permetta ai sikh il loro braccialetto)... e, anche in questo caso, simboli o tradizioni d'Europa devono sempre passare attraverso le maglie giudicanti di una qualche idea "politicamente corretta"...
lunedì, 29 giugno 2009
Il Senegal come la Libia: futura cooperazione anti-immigrazione?



Il presidente del Senegal, Abdoulaye Wade [foto sopra], sembra volersi situare nella scia di Gheddafi, per quanto riguarda il contrasto dell'immigrazione clandestina in partenza dal proprio Paese, con in più l'esperienza precedente, a quanto pare riuscita, di un accordo con la Spagna per bloccare il traffico di esseri umani verso, in particolare, le isole Canarie.

Wade prospetta, perciò, un accordo che aiuti il Senegal a bloccare i traffici e le traversate verso l'Europa, lasciando l'immigrazione a fenomeni più contenuti numericamente e meglio controllati/controllabili.

L'Italia sembra interessata. Vedremo che dirà il resto dell'Unione Europea.
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sabato, 27 giugno 2009
Immigrazione in Grecia: inasprimento delle misure di repressione

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Nonostante le recenti elezioni europee (che hanno visto la vittoria per le sinistre greche) e nonostante (o forse, in conseguenza delle) violente manifestazioni maomettane di Atene, il Governo greco ha deciso di inasprire la lotta all'immigrazione illegale.

Da notare che il traffico di esseri umani finisce per avere pene degne dei casi di omicidio.
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sabato, 27 giugno 2009
Agim Ceku arrestato e rilasciato: pressioni "internazionali" contro la Bulgaria



Il criminale di guerra Agim Ceku [foto sopra], esponente di spicco delle milizie albanesi in Kosovo, arrestato dall'Interpol in Bulgaria, alcuni giorni fa, per ordine della Serbia, è stato rilasciato. La ragione è da ascrivere alle pressioni dell'ONU, degli USA, del Regno Unito e della Francia "americana" di Sarkozy, in parte motivate con ragioni diplomatiche.

Insomma, il solito circolo (o circo) dei signori della giustizia internazionale a corrente alternata...
lunedì, 15 giugno 2009
Sul debito pubblico: una nota

Usiamo quanto detto da Orazio Carabini, del Sole24Ore, alcuni giorni fa nella rubrica economica del Tg1. Consideratelo un piccolo promemoria per i tempi a venire.

Con l'attuale crisi economica, molti Stati hanno aumentato fortemente il loro debito pubblico, che crescerà ancora. Ciò in conseguenza del denaro pubblico usato per rendere sostenibile, sul breve periodo, la crisi stessa.

Sul medio-lungo periodo sorgerà, però, il problema di sostenere il debito pubblico stesso, qualora la crisi non si risolva. Come fare? Tre i modi:

  1. O tagliando lo stato sociale
  2. O non pagando i debiti con le nazioni creditrici
  3. O provocando un aumento dell'inflazione

Nel primo caso, i costi sociali (e anche quelli politici) potrebbero essere alti (è il rischio immediato per la California). Nel terzo caso, i costi incideranno pesantemente sull'economia, con effetti sociali successivi. Nel secondo caso, usate l'immaginazione...

Ora, considerando, ad esempio, le politiche economiche anti-crisi di alcune delle più importanti nazioni "occidentali", provate a riflettere su cosa accadrà, economicamente e non solo, soprattutto se la crisi persisterà (in particolare, pensate a come, acriticamente, gli USA vengano presi a modello per i fondi anti-crisi raccolti, dimenticando però che il tutto è frutto del suo sempre più pesante debito con nazioni come la Cina. Debito che forse non verrà mai risolto...)...

P.S.: l'OCSE afferma che l'Italia è "quasi fuori dalla crisi". Vogliamo parlarne?
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lunedì, 15 giugno 2009
Sulle foto alterate da Villa Certosa: cosa c'è dietro?



Premessa
- Il 9 giugno scorso è andata in onda una puntata della nuova trasmissione de La7, intitolata Complotti, dedicata in parte alla morte di Joerg Haider [articoli dell'11 ottobre 2008 e del 15 ottobre 2008 (1, 2 e 3)]. Ad un certo punto, viene ricordata la questione della presunta ubriachezza di Haider la sera stessa della morte. Come ricorderete, le prime testimonianze non citavano particolari che facessero pensare ad un eccesso di alcol. I mezzi di comunicazione in lingua tedesca subito dopo fecero circolare una registrazione radiofonica effettuata proprio quella sera, in cui la voce di Haider sembrava essere quella "allegra" di chi può aver ecceduto con gli alcolici.

Ma la registrazione era un falso. La voce e le parole erano, sì, quelle di Haider, ma il tono era stato alterato digitalmente in maniera da renderlo tale da far pensare ad un ubriaco. La registrazione autentica mostra, in realtà, un Haider allegro, ma in maniera normale, come ci si aspetta che sia un leader politico carismatico in un locale, attorniato da amici e simpatizzanti.

I mezzi di comunicazione in lingua tedesca non chiesero scusa per la falsificazione, evidentemente ordita scientemente, in maniera da gettare discredito sull'uomo politico. Il sistema di potere mass-mediatico non venne messo in discussione. Ancora adesso ci si accontenta delle versioni ufficiali (quelle che liquidano, come hanno fatto i magistrati austriaci immediatamente, il tutto come incidente, senza riguardi per una persona così in vista. Quelle stesse che, come il corpo del morto è stato subito trattato in maniera da impedirne future autopsie, continuano a chiacchierare di fatti privati e di voci, senza prove di alcun tipo).

L'avvertimento oscuro di D'Alema - Haider lo si è ucciso in una maniera tale che si potesse sfruttare un precedente sistema di diffamazione (tentando di annullarne il corpo e il ricordo, quindi). E' un vecchio gioco, che necessita di giocatori capaci, smaliziati, cinici e pericolosi.

E' quanto sta avvenendo ora con Silvio Berlusconi (con tutto che i punti oscuri della vicenda Berlusconi sono molti più di quelli attribuibili ad un Haider). Con quali esiti? E' iniziato con chiacchiere, curiosamente sposate anche da una parte della controinformazione (vero Comedonchisciotte?), la cui consistenza sfugge (poi, Veronica Lario, ora come ora, non si è capito che volesse. Ad essere moderati...). Si è innescato un processo mass-mediatico fatto di pettegolezzi e null'altro. Si sono aggiunte poi le famose foto dalla Sardegna. Tutto per dire che, non solo a Berlusconi piacciono le donne (lo si sapeva già), ma che forse gli piacciono in "varie salse", non tutte lecite o moralmente accettabili.

Massimo D'Alema (quello che allegramente si accodò agli Americani per trasformare il Kosovo in quello che sappiamo: una regione in cui si sta svolgendo, nell'indifferenza di tutti, ONU in primis, il genocidio dei serbi) ora avverte l'opposizione che bisogna attendersi delle "scosse" (non definite), lasciando intendere un qualche passaggio di potere. Gioca usando la retorica dell'"opinione pubblica internazionale", la quale non esiste, consistendo in realtà in giornali e giornalisti ben precisi, pagati da ben precisi gruppi economici e con un pannello limitato di opinioni spendibili. Nonostante l'opposizione abbia meno voti rispetto all'aprile 2008, dopo le europee e le amministrative 2009, secondo D'Alema avrà la possibilità di riprendersi il potere. Ovviamente perché questo avvenga, serve che, dopo la costruzione della diffamazione, Berlusconi venga "ucciso" (come avvenuto con Haider). Non necessariamente ucciso materialmente, ovvio...

Le foto alterate da Villa Certosa - Il parallello con Haider funziona anche per un'altra ragione, fondamentale. Alcune foto dalla villa sarda di Berlusconi, soprattutto le foto più scottanti, difficilmente sono frutto del fotografo Antonello Zappadu.

Analisi di alcune foto (alterate) da Villa Certosa (dal sito Seeinside)

Come riporta l'autore dell'analisi, tali foto hanno due elementi che ne minano la credibilità, ossia il fatto che siano state fatte in un punto irragiungibile da Zappadu e che in parte siano state digitalmente alterate [vedere anche alcune considerazioni dell'autore dell'analisi].

Aggiungiamo anche noi alcune considerazioni ulteriori:

  • Foto 1: alle considerazione fatte sul sito Seeinside, aggiungiamo che, poco sotto il sesso dell'uomo fotografato (l'ex premier ceco Mirek Topolanek, che subito ha avvertito della manipolazione fotografica) c'è una strana sfumatura, come un lavoro in Photoshop realizzato male (forse per modificare l'aspetto del sesso dell'uomo?). Inoltre, tutta la colonna dietro l'uomo è curiosamente sbilenca, come se si fosse intervenuti pesantemente, in fase di intervento digitale, alterando anche lo sfondo. Tale sfondo, in particolare la colonna, nella Foto 2, presa ad una distanza simile, risulta, invece, "pulito", senza superfici sbilenche o colori pasticciati.
  • Foto 5: quanto viene detto su Seeinside è perfetto. Ci viene il dubbio, però, che un minimo di intervento sia stato fatto anche sulla distanza tra i due corpi. La ragione sono il braccio destro della figura a sinistra e il sinistro della figura a destra. I due bracci sembrano quasi fusi. Non è chiaro se ciò sia dovuto alla distanza e alla prospettiva, ma viene il dubbio che, forse, i due corpi siano stati anche avvicinati. Di conseguenza, le macchie sulla schiena della figura a destra avrebbero una doppia funzione: quella, già citata su Seeinside, di femminilizzare un corpo maschile e, inoltre, mascherare l'alterazione digitale della distanza stessa.

Veniamo alle nostre considerazioni su tali foto. Che significa che tali foto siano frutto non di un lavoro fotografico impertinente, ma prodotti (alterati) a partire da registrazioni irragiungibili ai cittadini comuni?

Facile immaginarlo. Dopo l'entrata in scena di Zappadu, si è giustamente parlato di buchi nella sicurezza del Presidente del Consiglio.

Quei "buchi" si chiamano probabilmente servizi deviati.

Chi può aver potuto accedere a telecamere o altri mezzi di video-foto-registrazione, interni alla villa, scegliere alcune immagini
(colpendo, inoltre, anche un politico straniero, in modo da dare anche un messaggio trasversale del tipo: "chi si accompagna con Tizio..."), selezionarle, portarle altrove e alterarle, in maniera da usarle al momento opportuno?

Oltre a questo intervento di alcuni personaggi dei servizi segreti, c'è, naturalmente, il gran circo mediatico internazionale. Il gran circo non ha controllato le foto, le ha usate nel modo che sappiamo e con i toni che sappiamo.


Questa si chiama sovversione. Non è "libera informazione", ma il suo esatto opposto. La sovversione operata da potentati economici non ha alcunché a che fare con la "libertà", ma con la creazione di un panorama artificiale, ad uso di alcuni (e qui Berlusconi, con i suoi trascorsi imprenditoriali, non ha, paradossalmente, nessun anti-virus. Sta subendo il mondo-artificio che, in parte, ha contribuito a creare).

Su questo riflettano soprattutto gli elettori del PDL (e magari anche gli altri, se vorranno), che ancora perdono tempo a baloccarsi con certe idee del sette, otto e novecento. Se realmente tenete alla libertà (quella vera) serviranno grossi sacrifici (cominciando col far fuori, non i politici regolarmente eletti, ma quei settori dello Stato e della vita pubblica, nemici del bene pubblico nazionale).
venerdì, 05 giugno 2009
Indovinate chi ha vinto a Rotterdam?



A Rotterdam, città islamizzata d'Olanda, il partito più votato per le elezioni europee è... il PVV anti-islamico di Geert Wilders!

Qui l'infografica (in olandese) sulle elezioni olandesi, città per città

Per cercare ogni singola città, cliccate su "Per gemeente" e la lettera desiderata. Qualche dato:

  • Rotterdam: PVV primo partito col 22,5%
  • L'Aia: PVV primo partito col 19,9%
  • Amsterdam: PVV terzo partito col 12,7%
  • Eindhoven: PVV secondo partito col 15,6% (a soli 0,4 punti distacco dal primo, il CDA)
  • Gouda: nella cittadina più volte citata in questo blog, il PVV è primo partito col 17,5%
  • Dordrecht: PVV primo partito col 19%

Ecc., ecc.
martedì, 02 giugno 2009
Riguardo la "buona fede" degli abusivi a Venezia: troppo organizzati per poterlo essere (come volevasi dimostrare)



Mentre gli ambulanti stranieri irregolari, difesi da magistrati compiacenti con la tesi dell'ignoranza della legge (che non vale però per noi autoctoni) [intervento del 23 maggio 2009], si permettono di strattonare la ricchezza di Venezia, ossia i turisti [Fatti d'Europa del 27 maggio 2009], possiamo però farci un'idea più chiara di cosa sia la "buona fede" di questi abusivi.

Essa consiste in una vera e propria organizzazione di vedette, appostate sia in determinati punti della città, utili al commercio illegale, sia, addirittura, di fronte alle caserme dei carabinieri. Al minimo movimento sospetto (da parte delle forze dell'ordine), dalla vedetta di turno parte l'avvertimento ai compagni di malaffare, affinché scappino o si spostino altrove.

Ecco! Certi magistrati chiamano tutto questo "buona fede"...
martedì, 02 giugno 2009
Immigrazione in Grecia: tentativo di destabilizzazione da parte della Turchia?

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Le recenti proteste maomettane in Grecia sicuramente non stupiranno molti. Era prevedibile che, in un Paese con conflitti sociali forti e ampie comunità allogene, ciò potesse avvenire. Prevedibile, inoltre, anche per quanto detto, in altra occasione, sui legami occulti tra ambienti anarchici, gruppi fondamentalisti islamici e settori deviati dell'intelligence greca [intervento del 30 aprile 2009].

Le proteste maomettane odierne, nate con la scusa di una presunta mancanza di riguardo di un semplice poliziotto per una semplice copia del libro sacro agli islamici, sono l'ennesimo atto dello spettacolo della destabilizzazione in corso in una Grecia in balia dell'immigrazione massificata proveniente per la grandissima parte dalla Turchia.

Il già in altra occasione citato Ioannis Michaletos, riguardo ciò, ricorda quanto disse l'ex presidente turco Turgut Ozal, ossia che, per farla finita con la Grecia, basterebbe spedirgli, sul proprio territorio, qualche milione di immigrati.

E sembra proprio che questo stia avvenendo, sia per l'afflusso di persone, sia per i conflitti sociali, magari provocati ad arte. Il Giornale di oggi parla di tali proteste, ricordando la forte immigrazione proveniente da nazioni come Iraq, Pakistan, Afghanistan, ma anche dal Nord Africa.

Per meglio inquadrare la questione, però, facciamo ancora riferimento ad un articolo (in greco) di Michaletos, risalente all'ottobre 2008. Le nazioni di provenienza degli immigrati sono effettivamente quelle citate sopra, ma praticamente tutti passano attraverso la Turchia. Dall'Africa atterrano in aereo o approdano in nave in città come Istanbul, Izmir e Mersini. Dal resto dell'Asia passano attraverso i confini sud-orientali.

La potente organizzazione criminale, che gestisce l'immigrazione illegale, smuove in Turchia qualcosa come 8 miliardi di dollari l'anno, intrecciando il traffico di esseri umani col traffico della droga e altre attività criminali (nella più pura tradizione "migrante"). Ogni singola traversata illegale costa da un minimo di 2.000 dollari per raggiungere una qualche isoletta greca sino a circa 15.000 per raggiungere il Nord Europa.

Interessante è anche il versante turco del fenomeno. Gli immigrati, infatti, per potersi pagare più facilmente le traversate, rimangono per un certo periodo di tempo nella penisola anatolica, lavorando a basso costo in piccole aziende (confermando quindi il legame tra immigrazione massificata, inevitabilmente irregolare per ampie percentuali, crimine organizzato e sfruttamento del lavoro salariato).


Di fronte a simili fenomeni, radicati e potenti, col sospetto anche di intrecci con ambienti sovversivi, politici o religiosi, c'è da farsi una prima domanda: ma l'Unione Europea che fa? A che serve? Ah! Avete ragione! L'UE non è Europa...

Naturalmente, una seconda domanda è: che ruolo ha la Turchia, intesa come Governo e classi dirigenti, in tutti questi traffici? La "dottrina Ozal" è attiva?
lunedì, 25 maggio 2009
Sulle colf italiane (+ le paghe dei giornalisti): dedicato ad un coglione



Il coglione in oggetto (l'espressione è l'unica adatta) è Fabrizio Roncone [foto sopra], imbrattacarte al Corriere della Sera.

Perchè Roncone è un coglione? Presto detto: nella puntata di venerdì 22 maggio 2009, della trasmissione Tetris su La7, dedicata al tema dell'immigrazione (naturalmente declinato secondo l'ottica fasulla del "razzismo" degli italiani e non secondo la più veritiera ottica del tentativo di genocidio contro noi autoctoni) Matteo Salvini della Lega Nord tira fuori un fascicolo di curriculum vitae di cittadini italiani, pronti ai più diversi lavori, compresi i lavori domestici come le colf.

Al che, il coglione Roncone scatta subito, deridendo Salvini e deridendo i lavoratori italiani, i quali, a suo dire "non vogliono più fare certi lavori" (vecchio e patetico mantra razzista degli "anti-razzisti" occidentali).

Passano tre giorni tre e, proprio sul Corriere della Sera, ecco che esce un articolo di Dino Martirano che titola chiaramente come le italiane stiano tornando a fare le colf. To' guarda!

Ma naturalmente questo lo sapevamo. C'erano state avvisaglie già mesi fa [intervento del 25 settembre 2008]. Serve, però, forse sapere qualcosina d'altro, tanto per rendersi conto di un paio di cosette.

Ad esempio, secondo l'ISTAT, il lavoratore meno pagato in Italia è la "donna delle pulizie". Da ciò si evince come mai non sia un lavoro particolarmente ambito. Sapete, la gente comune ha bisogno di campare e, purtroppo, il denaro quando è poco non aiuta a farlo.

Sempre secondo l'ISTAT, coloro che invece guadagnano meglio in Italia sono, al primo posto, i magistrati e, al secondo (ma guarda un po'!), i giornalisti.

Avete capito quel coglione di Roncone? Lui deride... perché può permettersi di farlo (il conto in banca aiuta)...

Ma c'è di più: un articolo di Repubblica del 31 marzo scorso riporta alcuni dati dell'INPS, secondo cui il totale delle colf in Italia sarebbe di circa 562.000, suddivise tra 435.000 straniere e 127.000 italiane. In pratica, le italiane sarebbero meno delle straniere, ma rimarrebbero comunque l'etnia più numerosa (tralasciando ovviamente chi lavora in nero, non necessariamente solo straniero).

Tornando all'articolo del Corriere della Sera e sempre secondo l'INPS, invece, le italiane sarebbero circa 74.000. Ma ACLI Colf parla di un 23% del totale. Chi ha ragione? Rimane un fatto: le italiane non sono affatto scomparse e anzi stanno aumentando.

Anche se un coglione come Roncone dileggia e deride...
sabato, 23 maggio 2009
Dell'ipocrisia multietnicista: il Capodanno bengalese e il raid "razzista"

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Diciamo subito qual'è l'ipocrisia: essa è il difendere con forza le tradizioni (altrui), mentre, anche in funzione dell'artificiale società multietnicista, si afferma che l'identità (italiana) non esista.

L'identità è, per i multietnicisti, sempre vaga, incerta, bastarda e indefinibile. Questo vale soprattutto per gli italiani o gli europei. Gli altri, i non-europei, nonostante vengano qui e in parte vi si perdano, hanno sempre una identità certa e "arricchente". Ma viene un dubbio: forse che tale bontà dell'identità altrui (non-europea) sia solo (sottolineiamo solo) in funzione dell'essere originaria di un altrove culturale ed etnico e non di per sé?

In pratica, l'identità, per i multietnicisti, è sempre straniera. Forse... sconosciuta... Quasi confusa con una distanza che, nella sempre più ricercata frammentazione delle società occidentali, permette di avvistare luoghi nuovi, ma sempre senza dovervi approdare. Piace l'avvistamento, non l'approdo.

E' anche sullo sfondo di questo che si è svolta la vicenda del Capodanno bengalese a Roma, col valzer delle possibili località in cui svolgerlo, delle proteste della comunità allogena e, infine, del raid (dicono) italiano contro la medesima comunità.

Perché il punto è che i bengalesi, arrivati ad invadere abusivamente, per protesta appunto, il parco di Centocelle, chiedevano proprio di poter difendere la propria identità e cultura. Che impudenti! Voler difendere la propria cultura nell'Occidente moderno, multietnicista, frammentato...

Viene da pensare che i veri razzisti siano i bengalesi, troppo attaccati alle proprie radici, e che gli assalitori, piuttosto che "razzisti", siano il contrario: avanguardie della rivoluzione multietnicista. Alfieri della nuova età del progresso meticcio. Poveri, razzisti bengalesi (1): illusi di poter difendere l'indifendibile nell'era della distruzione scientifica di ogni identità e cultura!

(1) Sul (vero) razzismo dei bengalesi di Roma: intervento del 4 febbraio 2007
sabato, 23 maggio 2009
La Venezia dei venditori abusivi e dei loro "amici" magistrati: prendendo in giro i cittadini



Due articoli per un piccolo quadro delle attività di vendita illegale nelle strade veneziane, ma anche dell'atteggiamento sospetto, perché palesemente compiacente, di certa magistratura, pronta a scusare, giustificare, difendere chi porta avanti quelle attività.

La questione è presto detta: mentre le forze dell'ordine sono costrette a continui appostamenti o inseguimenti per eliminare il commercio illegale per strada, alcuni magistrati sfruttano o provano a sfruttare l'idea che molti di questi venditori abusivi, in quanto stranieri, non sarebbero a conoscenza dell'illegalità delle merci in vendita.

Questo, nonostante una parte dei venditori abbia già delle condanne per il medesimo reato!

A riequilibrare la questione, per fortuna, ci pensano i giudici, mal disposti ad archiviare i vari casi, così come il Comune, pronto a continuare sulla strada della "tolleranza zero".
martedì, 19 maggio 2009
Le associazioni fittizie di Marsiglia: ulteriori dettagli



Riguardo il caso delle sovvenzioni pubbliche ad associazioni fasulle o con scopi non chiari [intervento del 14 maggio 2009], ecco un articolo con maggiori dettagli.

In questi mesi, sembra sia stato soprattutto il già citato Roland Balalas a fare confidenze su quanto da anni sta avvenendo a Marsiglia e, in particolare, nei quartieri nord, con forte presenza araba. Le sovvenzioni pubbliche, distolte da un utilizzo chiaro, andavano spesso nelle tasche di chi presiedeva le associazioni, finanziando non le attività riguardanti le "politiche cittadine", quanto attrezzature per imprese private, automobili di lusso e persino cucine o frigoriferi per alcuni "fortunati". Forse persino armi...

Lo scopo di questo giro di denaro pubblico era favorire i successi elettorali della socialista Sylvie Andrieux [foto sopra]. Chi si accordava con l'entourage della Andrieux, forniva, in cambio di più o meno lauti compensi, un forte appoggio alla candidata tra la popolazione. Ad interessarsi alla cosa era in particolare l'arabo Benyoub Same, ma sembra che fossero attivi anche esponenti della criminalità organizzata marsigliese, così come, a godere del denaro, fossero anche associazioni legate al fondamentalismo maomettano.

Lo scandalo attuale comunque non deve aver sorpreso tutti. Già dal 2007 il socialista Philippe Sanmarco denunciava tali pratiche e, ancora prima, nel 2002, Christian de Leusse faceva altrettanto. Nel mentre, i finanziamenti pubblici per le associazioni, vere o fittizie, crescevano di anno in anno.
venerdì, 15 maggio 2009
Quei gran dritti dei poliziotti di Gouda: sommergeteci di pietre!



I cittadini di Gouda dovrebbero far esaminare l'acqua che giunge nelle loro case. Non si sa mai che cosa possa esserci mescolato in essa...

Infatti, come spiegare che la polizia cittadina ha depenalizzato il vandalismo e il lancio di pietre contro le stesse forze dell'ordine? In seguito ad un ennesimo caso (un'auto di servizio bersagliata dai sassi), i responsabili sono stati costretti (costretti... si fa per dire) solo a pagare una comoda multa di 90 euro.

Il fatto è avvenuto nel quartiere marocchino di Oosterwei, ma il portavoce della polizia, Chris van Egmond, ha preferito tacere sull'etnia dei responsabili. La legge olandese, infatti, proibirebbe di rimarcare l'etnicità di questi (ma non il vandalismo, a quanto pare). Van Egmond ha giustificato il tutto affermando che... il lancio di pietre avviene un po' in tutto il mondo e non è "niente di speciale"...

Veramente dritti questi poliziotti di Gouda [vedere anche intervento del 10 ottobre 2008]!
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categoria:immigrazione, attualità, olanda, legalità, violenza urbana
venerdì, 15 maggio 2009
Conferenza "Il mondo dopo la crisi - Scenari geopolitici per il futuro prossimo"

Per chi domani, sabato 16 maggio 2009, si troverà a Milano, segnaliamo una conferenza organizzata da "Eurasia - Rivista di studi geopolitici" e dal periodico "Naša Gazeta" sul tema dei possibili mutamenti geopolitici derivanti dalla crisi economico-finanziaria.

Tra i presenti al dibattito anche Igor Nikolaevič Panarin, il politologo russo che formulò, una decina di anni fa, l'ipotesi di una disgregazione degli USA in seguito ad una crisi economica.

La conferenza inizierà alle ore 14.30, presso il Centro San Fedele, in piazza San Fedele 4.