
Come muore una zona d'Italia: nel 2004, nella provincia di Genova, su 10 nuovi residenti, ben 9 erano stranieri!
I numeri totali, fortunatamente, sono ancora limitati al 4,6% sulla popolazione complessiva, ma diventa evidente come l'assenza di politiche pro-natalità, così come il vuoto assoluto di un pensiero favorevole a ciò (e alla maternità, alla sopravvivenza etnico-culturale, ecc.), stia portando solo all'aumento sempre più vertiginoso degli allogeni e alla scomparsa progressiva degli abitanti storici e, con essi, di tutto il loro bagaglio culturale.
La Liguria del futuro, al di là delle chiacchiere multietniciste, sarà solo un Arlecchino prono al dominio globalista. Chiamarla "Liguria" sarà solo un fatto formale, senza più alcuna sostanza...
Dall'articolo "Genova, tra i residenti aumentano gli stranieri" (La Repubblica, 27 luglio 2006):
Nel 2004, ben 8.373 degli 8.835 nuovi residenti nella provincia di Genova erano
immigrati. Quindi, considerando solo i dati ufficiali e non le stime sugli
irregolari, l'aumento della popolazione genovese è dovuta per il 94 per cento a
chi, per motivi diversi, sceglie di lasciare l'Ecuador, l'Albania, il Marocco e
spostare la propria vita in Liguria. Per questo, "studiare e favorire
l'integrazione non è una sfida che riguarda solo il benessere dei migranti:
coinvolge le prospettive di tutta la Liguria", ha spiegato ieri Andrea Torre,
direttore del Centro Studi Medì. L'occasione è la presentazione del terzo
rapporto sull'immigrazione a Genova, promosso dal Centro e dalla Provincia, con
il finanziamento della Compagnia di San Paolo di Torino. Secondo i dati Istat
rielaborati nella pubblicazione, alla fine del 2004 gli immigrati in provincia
erano 36.335, il 30 per cento in più dell'anno precedente. Si conferma quindi
l'incremento degli ultimi anni. Dal 2003 al 2004 l'incidenza degli stranieri sul
resto della popolazione locale è passata dal 4,4 al 4,6 per cento, e per la
maggior parte (79%) concentrata nel comune di Genova. Quest'anno però, grazie
all'utilizzo di dati Istat, è stato possibile analizzare più nel dettaglio i
vari comuni. "Sempre di più stranieri scelgono di vivere nei comuni non
adiacenti a Genova, ma nell' entroterra, specialmente in Valle Scrivia, Val
Trebbia e Val d'Aveto. A Mezzanego, ad esempio, gli immigrati sono l'11,4 per
cento", ha spiegato Torre. In queste zone, infatti, a un mercato immobiliare più
conveniente, si aggiungono diverse opportunità di lavoro, soprattutto
nell´agricoltura e nell'artigianato. Il settore che maggiormente impiega
lavoratori stranieri è quello dei servizi, (in particolare per il sostegno alle
famiglie). [...]

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